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Molly68  

Healer, il drama perfetto

Seo Jung-Hoo è un solitario corriere notturno conosciuto come “Healer”; lavora su commissione, tenendo segreta la sua identità, e porta a termine le missioni senza immischiarsi o preoccuparsi del fatto che siano illegali, immorali o meno. Unica regola: niente omicidi. Chae Young Shin, è una ragazza che lavora per un giornale scandalistico di serie B con il sogno di diventare una grande giornalista. Kim Moon Ho è un reporter affermato con un passato pieno di misteri. Sembra esserci un legame fra i tre, ma quanto sarà pericoloso indagare su cosa li unisce?

TitoloHealer
GenereAzione, Thriller, Romantico
PaeseCorea del Sud
Episodi20
In Onda8.12.2014-10.2.2015
ReteKBS2
Durata Episodi60 minuti
SceneggiaturaSong Ji Na
RegiaLee Jung Sub, Kim Jin Woo
InterpretiJi Chang Wook, Park Min Young, Yoo Ji Tae, Kim Mi Kyung, Park Sang Won

Vi è mai capitato di arrivare alla fine di un libro e cominciare a girare le pagine più lentamente, per poter restare ancora un po’ nel mondo meraviglioso in cui eravate stati trascinati? Non succede spesso e soprattutto a me non era mai successo con una serie tv. E invece eccomi qui a parlarvene.

Kdrama, Cdrama

Faccio una piccola premessa. Non guardo molta tv, non ho Netflix né Disney Channel e di solito preferisco leggere. Lo scorso anno, però, complice una serie di circostanze per cui rischiavo un vero e proprio burn out, ho provato a mettere a riposo per un po’ le sinapsi, lasciandomi trascinare in quello che (al momento non lo sapevo ancora) sarebbe diventato il più profondo rabbit hole in cui sia mai finita. Cercavo qualcosa di diverso dai soliti sceneggiati e dalle americanate che ormai imperano ovunque, qualcosa che fosse più vicino ai mondi in cui amo perdermi con la lettura, così ho fatto delle ricerche. Qualsiasi cosa io cercassi usando le parole chiave che avevo individuato (fantasy, storico, azione e qualcos’altro di simile), spuntava sempre, tra gli altri, un risultato: drama. Con la C o la K davanti, ma sempre lì Google andava a parare.

Rabbit hole

Non avevo idea che esistesse un universo parallelo in cui fluttuano millemila storie portate sullo schermo più o meno sapientemente. E così ho scelto di approcciare questa esperienza in base a un criterio visivo. Ho scelto la locandina che mi ispirava di più e sono finita in un mondo fatto di magia, arti marziali, poteri mentali e creature fantastiche, costumi sontuosi, una trama talmente tragica che Shakespeare scansati!

E così, Till the end of the moon è stato il mio Stargate nell’universo dei drama. Ma non è di questa serie che voglio parlarvi, bensì di qualcosa di inaspettato in cui sono incappata durante le mie esplorazioni. Perché i drama orientali sono come le ciliegie, uno tira l’altro. E così passi dallo storico al contemporaneo, dal comico al tragico, dai lovers to enemies agli enemies to lovers, guardando il tutto in una lingua sconosciuta, magari sottotitolato in un’altra lingua che comunque non è la tua (non sempre ci sono le traduzioni dei sottotitoli in italiano) e affinando i tuoi gusti in merito. Non ho ritrovato facilmente le sensazioni che mi aveva dato la mia “prima volta” nei drama, nonostante abbia visto altre ottime serie. Poi, all’improvviso, arriva qualcosa di inaspettato.

La serie perfetta

Una serie in cui ci sono adrenalina, una trama solida, azione, personaggi forti e ben delineati, un protagonista grigio quanto basta, arti marziali, colpi di scena, ironia, dramma, una bella storia d’amore, un background ben costruito su cui si regge tutta la serie, una colonna sonora semplicemente perfetta, il tutto dosato in maniera impeccabile, senza inutili siparietti o digressioni. Arrivare alla quindicesima puntata su 20 e fermare ogni tanto l’avanzamento per non consumare il finale tutto insieme è stata un’esperienza nuova per me, gratificata dallo scioglimento dei nodi principali e dal finale aperto che lascia sbirciare su un mondo che continua oltre la fine della serie e che, chissà, prima o poi potrebbe anche tornare.

Un 10 pieno, insomma. A cui aggiungo la lode, dovuta al protagonista maschile che, oltre ad essere banalmente bellissimo e ad aver girato senza controfigura tutte le scene di lotta e parkour, recita da dio (non sono molti gli attori che sono riusciti a farmi piangere, come se la perdita subita fosse mia. Episodio 14: ho ancora il cuore straziato da quella scena).
Come dite? Ah, già, ho dimenticato di dirvi il titolo. Healer.

3d book display image of La canzone del drago

La spada della leggenda sta per lanciare il suo richiamo.

Chi garantirà l’equilibrio del mondo, quando la furia del drago sarà risvegliata?

Sul sito Dark Zone Edizioni